“Le aziende possono innalzare il livello di felicità dei dipendenti in questo modo”

Non è un segreto: più aumenta la felicità dei dipendenti, più aumentano le loro prestazioni. Ma qual è la strategia che le aziende possono mettere in atto per dare u

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La parola ai giurati: un esempio di assertività

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La parola ai giurati, regia di Sidney Lumet, 1957
Oltre ad essere un magnifico film, questo primo film di Lumet è  straordinariamente interessante per vedere in atto dinamiche di comunicazione  assertiva. Il personaggio di Henry Fonda è l’esemplificazione dell’uomo assertivo: rispetto per gli altri e rispetto per sé. Da vedere. Link

La poesia più breve

When_We_Were_Kings_DVD_Cover_art Forse non tutti sanno che Ali era un poeta, un funambolo della parola, un rapper ante litteram. Nel film When we were kings si racconta che in una conferenza tenuta ad Harvard gli fu chiesta una poesia. E lui improvvisò la più breve poesia in inglese:

“Me,we”

Per leggere un mio breve racconto ispirato a Muhammad Ali vai qui

La bicicletta di Cassius Clay

RSCN1484Ho sempre amato Cassius Clay – Muhammad Ali. E’ stato qualcosa d’importante per tantissime persone. Negli Stati Uniti, per gli afroamericani, per i musulmani  ed anche per noi, alla periferia dell’Impero. Non credo che sia stato un pugile perfetto, tutt’altro: ha combattuto troppo e male, ha esagerato spesso. Ma è stato molto più che un pugile. E’ stato un simbolo. Ha impersonato il “riscatto”, come nessun altro prima e forse dopo. In un mondo sempre più complesso ed astratto, la sua epica è stata esemplare. Così come la sua parabola.

Qualche tempo fa ho scritto un racconto su di un episodio della sua vita molto famoso, che mi era rimasto in mente perché mi pareva significativo di qualcosa. L’episodio della bici è vero, tutto il resto è inventato, più o meno.

Ladri di biciclette

L’innovazione è un mezzo, non il fine

RSCN2425Innovare sembra meno facile del previsto, ma non bisogna abbattersi. Il Prof. Andrea Gaggioli, docente di Psicologia Generale presso l’Università Cattolica di Milano suggerisce tre linee per non sbagliare:
«Credo che la prima regola sia pensare prima alle persone che alle idee. Molti aspiranti imprenditori ritengono che avere un’idea di business innovativa sia la condizione necessaria e sufficiente per “lanciarsi”. Così facendo, spesso sottovalutano che costruire un’impresa in questa fase economica sia un’esperienza estremamente stressante e sfidante. La passione e l’ambizione sono senz’altro importanti, ma altrettanto fondamentali sono altri tratti quali la tenacia, la resistenza allo stress, la leadership, l’accettazione del fallimento.
La seconda regola è creare un team affiatato. Se si guarda alla storia delle grandi innovazioni, non solo in campo economico, ma anche nella scienza e nell’arte, scopriamo che si tratta quasi sempre di risultati di straordinarie collaborazioni. I grandi innovatori eccellono soprattutto nella capacità di costruire team di successo, creando le condizioni per la collaborazione ottimale. Condizioni che includono la condivisione di valori e obiettivi, la capacità di ispirare, coinvolgere e motivare ma soprattutto l’attenzione alla diversità di genere, età, cultura, esperienza.

La terza regola è considerare l’innovazione un mezzo, non un fine. Un’idea creativa non diventa un’innovazione fino a quando le persone non ne beneficiano. Questo vale soprattutto per le start-up hi-tech, che spesso propongono gioielli di tecnologia estremamente avanzata che poi non vengono recepiti o adottati dal mercato, perché magari si è posta più attenzione alla novità della soluzione che alla concretezza del bisogno». E quindi qual è la chiave di volta affinché un’idea innovativa funzioni davvero? «È la capacità di costruire reti creative – conclude il prof. Gaggioli – che includano persone, idee e risorse adeguate per crescere e maturare».

a cura di Numix Agency sul corriere della sera del 2 giugno 2016

5 tattiche per costringere qualcuno a fare quello che volete (secondo un agente del FBI)

Beh, siamo felici che anche l’FBI sia arrivata a considerare forme di comunicazione più rispettose. Considero questo tipo di articoli  la dimostrazione di come un modo di vedere la comunicazione (intesa manipolazione unidirezionale delle persone) voglia a tutti i costi mantenersi in vita, pur dicendo il contrario. L’articolo ci dice infatti che se trattiamo le persone con attenzione e rispetto queste sono più propense a venirci incontro e seguirci se è il caso. Omette, l’articolo di dire alcune cose:

a) E’ bene credere a quello che si sta dicendo e facendo perché in genere la gente si accorge della falsità e non segue più.

b) Non sempre funziona. Nonostante tutto, le persone hanno sempre un margine di autonomia: dipende in che contesto ci si muove, cosa succede prima e via dicendo

 

Sorgente L’Huffington Post: 5 tattiche per costringere qualcuno a fare quello che volete (secondo un agente del FBI)

Nessuno sa niente 

 

Un articolo interessante su quanto sia difficile fare previsioni in contesti complessi e su come tendiamo a sottovalutare il caso nelle nostre migliori performance. (Questo vale in particolare quando si parla di “comunicazione efficace”).  E quindi questo dovrebbe spingere ad essere più realistici e coraggiosi…

 

Sorgente: Nessuno sa niente – Il Post